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Patrick WILLOCQ "I am Walé respect me/ forever Walé"
Autore: VisionQuesT 4rosso contemporary photography - Pubblicato il 19/09/15 - Categoria Cultura Fotografica
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Visonquest contemporary photography è lieta di presentare la nuova stagione artistica 2015/2016 in occasione di START - la riapertura in contemporanea di tutte le gallerie d’Arte di Genova - con Patrick Willocq e le immagini che appartengono al progetto I am Walé respect me / Forever Walé. Le immagini sono la rappresentazione della totale immersione da parte di Willocq in un rito d’iniziazione. Un opera sia di reportage sia di testimonianza artistica, che vuole essere il più vicino possibile all'esperienza dei Pigmei Ekonda della Repubblica Democratica del Congo. Il momento più importante nella vita di una donna Ekonda è la nascita del suo primo figlio, la giovane madre, chiamata Walé (“madre primipara"), torna dai suoi genitori per rimanere reclusa da due a cinque anni. Il rispettare vari tabù, soprattutto sessuali, le fa acquisire uno status simile a quello di un patriarca. La fine del suo isolamento è caratterizzata da danze e canti rituali altamente codificati, che sono di volta in volta, una creazione unica per ogni Walé. "Sono sempre stato affascinato dalle tribù indigene perché sento che esse sono custodi di una forma di ricchezza per noi irrimediabilmente persa. Il rituale del Walè è un meraviglioso tributo alla maternità, la fertilità e femminilità. Per questo motivo ho proposto alle donne Walè che conosco da anni di partecipare a una sorta di messa in scena in grado di testimoniare una parte della loro storia personale. Ogni immagine rappresenta in chiave visiva la canzone cantata dalla donna Walè durante il giorno più importante della propria vita: quello del ritorno al villaggio."- Patrick Willocq Il rituale Walé è altamente competitivo e si basa sull’acquisire più prestigio e potere rispetto agli avversari e aumentare l'onore della famiglia. Quando una giovane madre diventa un Walé acquisisce un soprannome che la differenzia dalle sue rivali e la posiziona agli occhi della comunità. Ogni giorno la giovane donna si prepara un’elaborata toilette fatta apposta per focalizzare l'attenzione di tutti su di lei. Prepara una miscela di polvere rossa di legno ngola con olio di palma, che spalma sul proprio corpo. Le acconciature sofisticate, fatte di fango come una pasta, una miscela di cenere, foglie bopokoloko e olio di palma, sono ancora un altro modo per le donne Walé di ostentare la loro unicità. “Ntembe, sparrowhawk Walé” Ensansa: Njalé nkombé éné yélúá nd’ókili, ntsíbátá íbáko nd’ólògo biàlé». Canzone: "Io sono diventata come uno sparviero che vaga per il mondo. Non ho trovato nulla standomene seduta, lo capite donne Walé." Walé Ntembe (18 anni, senza marito, 2 anni in isolamento e madre di Beane), elogia il suo atteggiamento e cerca di screditare le altre Walé che trascorrono troppo tempo a girare per il villaggio (una cosa disonorevole) mentre lei rimane nella sua capanna a prendersi cura di suo figlio Il lungo tempo trascorso a lungo in questi villaggi e la complicità con i propri abitanti, sono alla base di queste artistiche messe in scena che rispecchiano i problemi sociali e le esigenze di sviluppo da parte di questi popoli. Ma in un armonia di molteplici, diversi elementi, forme e colori, ci restituiscono la bellezza, la semplicità, la dignità e i contrasti della vita di ogni giorno, nonostante tutte le difficoltà che ognuno di queste persone deve affrontare. E' bello pensare che tutto questo, pur avendo un aspetto notevolmente intimo e personale dove l’artista si concentra sul rituale delle donne Walé, risulta anche una collaborazione unica nel suo genere tra le giovani donne pigmee, il loro clan, gli artigiani della foresta che hanno aiutato a costruire i set, un etnomusicologo e un fotografo; come se ognuno di loro cercasse di diventare simbolo di un intero popolo ma senza omologazione o integrazione culturale mantenendo l'orgoglio e il rispetto dell' individuo. Scheda Tecnica: − Stampe Archival Fine Art su carta MOAB entrada© rag bright 300, montati su dibond e cornice in rovere. cm 110 x 145 edizione di 8 esemplari − Stampe Archival Fine Art su carta MOAB entrada© rag bright 300. cm 60 x 80 edizione di 6 esemplari Bio: Patrick Willocq nasce a Strasburgo (Francia) nel 1969, ha vissuto la maggior parte della sua vita all'estero, in particolare in Asia e nella Repubblica Democratica del Congo. Fotografo autodidatta con una passione per i viaggi, esploratore di diverse culture, il suo desiderio è di documentare le realtà che ha vissuto fin da quando era bambino. Nel 2012, a seguito di uno dei tanti viaggi in Congo, decide di lasciare la propria attività professionale per dedicarsi completamente alla fotografia. La sua forte motivazione Willocq nasce dalla necessità di mostrare un’immagine diversa sia del Congo sia dell'Africa in generale - un’immagine focalizzata sul futuro - andando oltre i luoghi comuni presentati dai media. Mostre: 2015 « I am walé respect me / forever wale», galerie baudoin lebon, Paris, France GRID, Cape Town, Afrique du Sud Format International Photography Festival, Derby, Royaume-Unis Festival des Peuples Autochtones, Kinshasa, Republique Democratique du Congo 2014 Bibliothèque Nationale de France, Paris, France Lagos Photo, Nigeria Encontros da Imagen, Braga, Portugal Les Rencontres d’Arles, France Schau Dortmund (sélectionné par Martin Parr), Dortmund, Allemagne Kolga Tbilisi Photo, Tbilisi, Géorgie Flash Forward, Boston, États-Unis MAC, Créteil, France 2013 Photo OFF, Paris, France Angkor Wat Photo, Angkor, Cambodge Lagos Photo, Nigeria Agence Française de Développement, Paris, France Institut Français de Kinshasa, Republique Democratique du Congo International Photography Festival, Belo Horizonte, Brésil Les Photographes Voyageurs, Bordeaux, France Circulation(s), Paris, France Premi: 2014 Finaliste Lens Culture New Talent Award Finaliste Renaissance Photography Prize Finaliste Leica Oskar Barnack Award Nomine au Prix Decouverte d’Arles Laure at de La Bourse du Talent Portrait Lauréat du Prix POPCAP 2013 Finaliste Lens Culture Exposure Award 2012 Finaliste Concours SFR Jeunes Talents Paris Photo 1er prix du meilleur reportage photo de l’AFD
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